09/11/2009

I Green Jobs

  L’azione com­binata di vari fattori: gli accordi per la riduzione delle emissioni di gas serra, la crisi economica, la necessità di puntare sull’effi­cienza energetica, il nuovo ap­peal dell’ecologia che può origi­nare una domanda di prodotti «verdi» tale da condizionare produzione e offerta,sta portando alla nascita di un nuovo mondo del lavoro, quello dei green jobs. Tra i 100 lavori verdi per l’Italia di doma­ni ci sono professioni come «l’ecochef», che dovrà creare menu basati su ingredienti pro­venienti da produzioni locali, ti­piche, di qualità, e magari biolo­giche, tenendo conto del loro impatto ambientale. Un impie­go «curioso»? Forse no, visto che nel 2008 i ristoranti «bio» in Italia erano 360, gli agrituri­smi con menu biologici 1.178, e quasi un milione i pasti bio serviti nelle mense scolastiche. C’è anche l’ecoparrucchiere, che usa apparecchi elettrici di ultima generazione, controlla la climatizzazione del salone, fa la raccolta differenziata e abbat­te dell’80% i consumi di energia e fino a 2/3 quelli d’acqua.

Molti cosiddetti ecolavori sono «pro­fili professionali tradizionali ar­ricchiti da nuove competenze ambientali o inseriti in contesti nuovi». Si può fare un lavoro verde anche costruendo auto­mobili, se si creano sistemi di alimentazione ibridi o auto elet­triche. In quest’ottica, e visti i numeri delle ecomafie, non stu­pisce che uno dei green jobs sia il carabiniere in forza al Nucleo operativo ecologico. Ogni lavo­ro può essere verde.

E allora diamoci da fare!